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L’utilizzo delle due ruote è confinato nelle grandi aree metropolitane americane, per agevolare gli spostamenti. Ma dal punto di vista sportivo, il running resta la disciplina regina nelle aree verdi cittadine

In un periodo di coscienza ecologica, almeno teorica, e di grosso inquinamento delle zone urbane, non si fa che parlare di come incentivare l’uso della bicicletta, tanto da far pensare che questo potrà solo e soltanto aumentare. Negli Stati Uniti, però, sono appena stati pubblicati i risultati di uno studio destinato a far vacillare questo senso d’ineluttabilità della “bicicletta per tutti”, che si respira da qualche tempo in Europa. Se nel 2000 il numero di americani che inforcavano la bicicletta ammontava a 43,1 milioni, questo numero è sceso a 35,6 milioni nel 2014, manifestando cioè un declino del 18%. Ancora più indicativo è il dato relativo ai giovani, perché se l’uso da parte degli americani adulti si è mantenuto sostanzialmente stabile, intorno ai 25,5 milioni, è stato il popolo giovane (dai 7 ai 17 anni) a produrre il calo maggiore, scendendo dai 17,6 milioni del 2000 ai 10,1 milioni del 2014.
Per cercare di capire i motivi di questo progressivo disamore, la National Sporting Goods Association (NSGA) ha sottoposto ad un totale di 1800 individui, corrispondenti a 750 famiglie americane, 20 possibili risposte. Agli intervistati è stato anche chiesto di indicare quali, fra gli ostacoli suggeriti, fossero da considerarsi più pressanti nel limitare l’uso della bicicletta.
Il fatto di non possedere una bicicletta è stato indicato come il principale ostacolo in assoluto, scelto come tale dal 36% degli intervistati. In seconda posizione è arrivato col 25% il fattore che viene definito “emotivo”, e che molto semplicemente consiste nella scelta del tutto personale di non andare in bicicletta, per mancanza di voglia o d’interesse. Al terzo posto (19%) troviamo gli ostacoli di tipo fisico e medico. Al quarto posto, per il 12%, la mancanza di opportunità, legata a fattori quali la scarsa disponibilità di tempo libero o le condizioni meteorologiche. Molto distanziati, con il 3%, troviamo a pari merito il fatto di non aver bisogno di una bicicletta come mezzo di trasporto e l’aspetto sociale, cioè la mancanza di un qualcuno con cui andare in bicicletta.
Anche nella scelta degli ostacoli più pressanti all’uso della bicicletta, è utile andare poi a scomporre il dato per età. Lo scarso interesse per la bicicletta, che abbiamo definito come ostacolo emotivo, è risultato essere il più frequente nella fascia dei giovanissimi, dai 7 ai 17 anni. Se ne deduce che altre attività vengono considerate più attraenti, quali sport di tipo diverso ma anche, e c’è da temerlo, soprattutto i passatempi online e i videogiochi. Per la fascia dai 18 ai 34 anni, non si va in bicicletta soprattutto perché non se ne possiede una. La mancanza di opportunità, sostanzialmente di tempo libero, è risultata invece essere l’ostacolo più frequente nella fascia dai 35 ai 54 anni, quella professionalmente più attiva. Infine dai 55 anni in su sono soprattutto i limiti di natura fisica e di salute ad ostacolare l’uso della bicicletta, e questo è sicuramente il dato meno sorprendente di tutti.

C’è da chiedersi se l’aver trasformato la bicicletta in prodotto-faro della lotta contro l’inquinamento non ne abbia un po’ offuscato l’aspetto ludico allontanando molti giovanissimi, la cui prima preoccupazione normalmente è divertirsi. In un’ottica adulta che sia commerciale ma anche responsabile, c’è anche da chiedersi fino a che punto sia davvero opportuno promuovere l’uso quotidiano della bicicletta fra i giovanissimi in città non sufficientemente provviste di reti ciclabili, e dunque pericolose. Il discorso vale naturalmente anche per gli adulti, che però diversamente dai minori hanno la possibilità di scegliere con che mezzo spostarsi. La collaborazione fra enti locali e industria è dunque indispensabile per dotare i cittadini delle infrastrutture necessarie all’uso della bicicletta in sicurezza.
In Italia, troviamo a Bolzano la più alta percentuale di cittadini che scelgono la bicicletta per i loro spostamenti, col 29%. È una percentuale altissima, se consideriamo che in una città a due ruote come Copenaghen la percentuale arriva poco più in alto, al 31%. Seguono, nel ristretto gruppo di città con percentuali a due cifre, Ferrara col 27%, Pavia (21%), Cesena (19%), Reggio Emilia (18%), Pisa (17%), Padova (16%) e Ravenna col 15% (dati EPOMM – European Platform on Mobility Management). L’Emilia Romagna piazza dunque ben quattro città nelle prime otto d’Italia di questa classifica.

 

TopSport – Maggio/Giugno 2016
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