A projection that reads "Tokyo 2020" is seen during a ceremony marking three years to go before the start of the Tokyo 2020 Olympic games at the Tokyo Metropolitan Assembly Building on July 24, 2017.
Japan marked three years before the 2020 Tokyo Olympics on July 24 with celebration and fanfare -- even as organisers struggle to contain soaring costs and restore credibility. / AFP PHOTO / Kazuhiro NOGI        (Photo credit should read KAZUHIRO NOGI/AFP/Getty Images)

Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo del 2020 non hanno aspettato l’onda d’urto positiva di Greta Thunberg, la giovane attivista svedese salita agli onori delle cronache negli ultimi mesi, per occuparsi di sostenibilità. Top Sport aveva già illustrato, nel numero di maggio 2017, il progetto dei Giochi nipponici di creare le proprie medaglie da smartphone riciclati, donati dalla popolazione. Tre anni dopo, e a pochi mesi dall’inizio dell’evento, ritorniamo sul tema per fare il punto su quella e sulle altre iniziative eco-sostenibili di Tokyo 2020.
Partiamo proprio dal progetto delle medaglie ricavate da smartphone. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha dichiarato che ai fini di questo progetto sono stati raccolti in tutto 6.210.000 telefoni usati e 78.895 tonnellate di materiale da riciclare, fra smartphone ed altri dispositivi elettronici usati. Dai materiali raccolti sono stati ricavati i 32 kg d’oro, i 3.500 kg d’argento e i 2.200 kg di bronzo necessari a produrre le 5.000 medaglie di cui i Giochi di Tokyo 2020 avranno bisogno.
Riguardo alle uniformi dei tedofori, queste sono state prodotte in parte con bottiglie di plastica riciclate raccolte da Coca Cola, che è un Worldwide Olympic Partner dei Giochi di Tokyo 2020. Anche per la produzione delle uniformi dello staff e dei volontari verranno usati materiali sostenibili, quali poliestere riciclato e materiali derivati dalle piante. Per la tintura delle scarpe che completano le uniformi, verrà poi usato un procedimento teso principalmente a ridurre la quantità di acqua necessaria, che è sempre un problema primario, dal punto di vista della responsabilità ambientale, nei processi di colorazione dei prodotti.
La torcia Olimpica è stata prodotta con resti d’alluminio provenienti dalle abitazioni provvisorie costruite in Giappone dopo il terremoto del 2011, che aveva colpito l’Est del Paese.
I podi per le cerimonie di assegnazione delle medaglie sono fatti con una plastica ottenuta da oggetti donati dal pubblico o recuperati dagli oceani. Il progetto eco-sostenibile relativo ai podi è svolto in collaborazione con Procter & Gamble (P&G), altro Worldwide OIympic Partner. Prestando attenzione anche alla “legacy” dei Giochi, cioè a quello che resterà una volta terminate le competizioni, dopo le Olimpiadi i podi verranno destinati a contesti educativi oppure riciclati per farne nuovi imballaggi di prodotti P&G.
Per costruire la piazza del futuro Villaggio Olimpico, verrà usato legname donato da varie autorità locali del Paese. Terminati i Giochi, questo legname non verrà gettato o bruciato, ma sarà riutilizzato in arredi pubblici urbani.
Per la mobilità, la collaborazione di Tokyo 2020 con Toyota, un altro Worldwide Olympic Partner, consentirà di utilizzare durante i Giochi una flotta di veicoli elettrici ad emissioni zero. Inoltre, l’energia elettrica utilizzata durante i Giochi sarà ricavata da fonti rinnovabili – energia solare, energia idroelettrica e biomassa.

Oltre a questi progetti specifici, esiste un Piano per la Sostenibilità di Tokyo 2020, che ruota intorno ai cinque temi o pilastri fondamentali seguenti:
•  Cambiamenti climatici: verso emissioni zero
Per massimizzare il risparmio energetico e tendere ad emissioni di anidride carbonica zero.
•  Gestione delle risorse: zero sprechi
Utilizzando le risorse in modo da ridurre gli sprechi nella supply chain, ed eliminando inoltre azioni nefaste per l’ambiente quali la devastazione delle terre e la deforestazione.
•  Biodiversità: la città nella natura e la natura nella città
Per contribuire alla creazione di un contesto urbano più confortevole ed ecologicamente ricco.
•  Diritti umani, diritti dei lavoratori e pratiche commerciali eque e trasparenti: celebrando la diversità per Giochi inclusivi
Incorporando il rispetto di questi diritti in ogni ambito della gestione dei Giochi
•  Coinvolgimento, cooperazione e comunicazione: uniti in partnership ed eguaglianza.
Per favorire la partecipazione e la collaborazione di tutta la società, attraverso diversi Paesi e diverse generazioni, e creando le condizioni per una società in cui la diversità e l’inclusione siano la norma.
Lo sport viene praticato nell’ambiente – nell’acqua, sulla terra, nell’aria – e come tale produce un impatto, variabile ma importante. Gli sport indoor generano ad esempio l’impatto determinato dalla costruzione e dal mantenimento delle infrastrutture. Gli sport praticati all’aperto, quindi nella natura, hanno un impatto sull’ambiente ancora più visibile e diretto. L’impatto dello sport viene poi amplificato al massimo nel caso dei grandi eventi sportivi, quando migliaia di persone si radunano in uno stesso luogo nello stesso momento, generando problematiche legate alla mobilità, con annesso inquinamento, nonché alla gestione dei rifiuti, alla produzione dell’energia necessaria all’evento e così via. Le Olimpiadi sono naturalmente uno dei massimi esempi di questo tipo di situazioni. Minimizzare l’impatto dello sport sull’ambiente, a tutti i livelli e soprattutto in occasione dei grandi eventi, è tutt’altro che un dettaglio nella grande problematica ambientale globale.

Gli esempi sopracitati si riferiscono all’impatto dello sport sull’ambiente, ma le problematiche esistono anche in senso inverso. I cambiamenti climatici stanno infatti influenzando e spesso sconvolgendo lo svolgimento degli eventi sportivi. I recenti Campionati Mondiali di Rugby, svoltisi proprio in Giappone dal 20 settembre al 2 novembre, hanno dovuto fare i conti con il ciclone Hagibis. Come sappiamo, l’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi è considerata da gran parte del mondo scientifico come una conseguenza diretta dei cambiamenti climatici. Per la prima volta nella storia dei Mondiali della palla ovale, gli organizzatori hanno deciso di cancellare vari incontri del torneo, per non mettere in pericolo giocatori e spettatori. Fra i match annullati, anche l’atteso scontro fra la rappresentativa dell’Italia e quella degli All Blacks della Nuova Zelanda, previsto per il 12 ottobre.
Quando non si tratta di cicloni, lo sport può essere condizionato da caldo ed umidità eccessivi, altrettanto legati al riscaldamento del pianeta. Il CIO ha già annunciato che a causa delle probabili alte temperature a Tokyo nel periodo delle Olimpiadi (24 luglio – 9 agosto 2020), le gare di maratona non verranno più disputate nella capitale, come previsto, ma a Sapporo, nel Nord del Giappone, confidando in condizioni più consone alla gara.

 

TopSport – Gennaio 2020
BANNER x sfoglio_1