Young athlete jogging in underground garage

Apple ha recentemente depositato una domanda di brevetto per una particolare tecnologia, applicata su una striscia di tessuto, che raccoglie i parametri vitali di chi la indossa e li trasmette a dispositivi elettronici esterni. La domanda di brevetto è stata registrata nel 2018 ma la pubblicazione da parte dello United States Patent and Trademark Office (USPTO), l’organismo preposto al rilascio di brevetti e marchi depositati negli Stati Uniti, risale solo al 3 ottobre di quest’anno. La tecnologia è contenuta in una striscia di tessuto morbido e flessibile, di forma circolare, piena di sensori. Come spiegato nella domanda di brevetto, questa striscia può essere inserita in indumenti di vario tipo, dalla fascia elastica al cappello, dagli short per andare in bicicletta all’abbigliamento per lo yoga, ed altri ancora. Come accade nelle tecnologie comunemente dette “smart”, i sensori che si trovano nella striscia di tessuto in questione captano i parametri vitali di chi indossa l’indumento e li trasmettono a dispositivi elettronici esterni, quali ad esempio l’Apple Watch. Grazie ad un microfono integrato, il tessuto smart potrà inoltre eseguire comandi vocali.
Oltre a registrare dati relativi alla pressione arteriosa o al tasso di zuccheri nel sangue, la tecnologia viene descritta come in grado di effettuare anche l’elettrocardiogramma di chi la indossa. Gli inventori della tecnologia sono, nell’ordine in cui vengono citati dal documento dell’USPTO, i californiani: Steven J. Keating, Daniel D. Sunshine, Benjamin J. Grena, Daniel A. Podhajny, Jerzy S. Guterman, Jessica J. Lu e David M. Kindlon. Keating, che viene da Google X, ne è l’ingegnere progettista. Podhajny, il designer del prodotto, ha lavorato anche per Nike e il suo nome ricorre in vari brevetti legati al progetto Nike Flyknit, di cui è stato “Knit Exploration Innovator”.

La tecnologia applicata ai tessuti è molto forte nello sport, dove tessuti smart dove l’utilizzo si lega non solo alla salvaguardia della salute ma anche per lo studio e per il potenziamento della performance atletica. Che la nuova tecnologia sia stata specificamente studiata per gli indumenti lo si evince anche dal fatto che un intero paragrafo della domanda di brevetto riguarda il lavaggio. Viene spiegato che il tessuto smart, pur richiedendo una certa cura, può essere lavato ed anche asciugato ad alte temperature senza che i sensori ne escano danneggiati. Viene comunque suggerito di inserire elementi di rinforzo nel filato, per aumentarne la resistenza. E riguardo al filato di cui è composta la striscia dove sono inseriti i sensori, il documento di Apple spiega che questo può essere derivato da polimeri, ceramica, grafite, vetro, metallo, cotone e bambù, da usarsi anche in combinazione fra loro e/o con altri materiali organici e inorganici.
I dettagli tecnici relativi al funzionamento dei sensori ed altre informazioni su questa tecnologia sono analiticamente descritti nella domanda di brevetto (N° 20190298265), disponibile sul sito dell’USPTO http://patft.uspto.gov/ nella sezione “Applications”. A questo stadio delle procedure non è possibile prevedere dove e quando il brevetto in questione troverà effettivamente applicazione, anche se la notizia, riguardando un’azienda importante e potente come Apple, ha immediatamente attirato l’attenzione dell’industria, in vari settori. L’interesse, come comprensibile, è particolarmente forte da parte del settore della produzione di abbigliamento sportivo, dove i tessuti smart sono largamente utilizzati non soltanto per i motivi più generali legati alla salvaguardia della salute ma anche per lo studio e per il potenziamento della performance atletica.

 

 

TopSport – Dicembre 2019
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