REI

I negozi REI venderanno solo marche ecosostenibili. Rivolgendosi ai fornitori, la famosa cooperativa statunitense di sport e outdoor  ha ridefinito i propri standard sancendo il nuovo corso etico

Recreational Equipment Inc., la catena di negozi specializzata nell’outdoor meglio nota come REI Co-op, ha annunciato che d’ora in poi venderà soltanto le marche che rispettano determinati standard di sostenibilità, precisati in un suo apposito documento. Secondo Adam Siegel, senior vice-president per la ricerca, l’innovazione e la sostenibilità della Retail Industry Leaders Association (RILA), si tratta di uno dei maggiori e più completi sforzi mai compiuti da un retailer statunitense, di qualsiasi settore, in favore della sostenibilità. Per le oltre 1.000 marche vendute nei negozi REI, dalle maggiori alle più piccole, gli standard di sostenibilità enunciati dalla cooperativa stessa non rappresentano un semplice invito al rispetto dell’ambiente, o un manifesto militante, ma una vera e propria condizione sine qua non. Se non conformi agli standard, i prodotti di queste marche, molto semplicemente, non troveranno posto sugli scaffali dei negozi REI.
L’annuncio coincide con la celebrazione dell’80° anniversario di REI, che fu fondata nel 1938 a Seattle come cooperativa da Lloyd e Mary Anderson e 21 amici appassionati, come loro, della montagna. REI, che è tuttora una cooperativa, conta oggi 151 negozi in 36 stati USA, oltre a vendere online su REI.com. Pagando una quota di soli 20 dollari è possibile diventarne membri a vita e ricevere una parte dei profitti annuali, calcolata in percentuale agli acquisti effettuati. I negozi REI sono comunque naturalmente aperti a tutti, membri e non membri.

Il nuovo documento di REI sugli standard di sostenibilità è stato redatto nel corso di quest’ultimo anno in collaborazione con oltre 60 partner dell’industria. Come ha sottolineato la cooperativa in un comunicato, il testo è anche frutto degli anni di permanenza dell’insegna nel working group per la sostenibilità della Outdoor Industry Association (OIA) e in altri forum con finalità analoghe. Le 12 pagine complessive del documento, che è intitolato “REI Product Sustanaibility Standards”, ruotano intorno a due principi chiave: “Brands expectations” e “Preferred attributes”. Da un lato ci sono i prerequisiti (expectations) che le marche devono rispettare, nell’ambito della sostenibilità, se vogliono che i loro prodotti siano venduti nei negozi REI. A complemento di questi, ci sono poi una serie di requisiti in questo caso non vincolanti ma comunque suggeriti e auspicabili (preferred) per i prodotti.
Il documento “REI Product Sustanaibility Standards” comprende anche una specifica tabella, nell’Appendice n. 3, dedicata alle sostanze chimiche ritardanti, cioè quelle sostanze che vengono usate per rendere ignifughi i materiali (ad esempio i materiali di cui sono fatte le tende da campeggio). Nella tabella vengono elencate sostanze, appartenenti a questa famiglia, che sono state definite pericolose da almeno un Paese, da almeno uno degli stati USA o da almeno una delle organizzazioni internazionali preposte a regolarne l’uso. Per “pericolose” si intendono le sostanze ritardanti associate a uno o più dei seguenti effetti avversi: cancro, mutazioni genetiche, tossicità riproduttiva, disturbi endocrini, bioaccumulo e persistenza nell’ambiente. REI precisa che non venderà nessuna tenda da campeggio fabbricata usando uno qualsiasi dei ritardanti inclusi nella tabella.
Gli standard di sostenibilità enunciati nel documento di REI coprono le macro-tematiche seguenti: Supply chain – filiere eque e sicure; Gestione delle sostanze chimiche; Amministrazione del territorio; Benessere e rispetto degli animali; e Gestione dell’ambiente. Per ognuna di queste tematiche vengono rispettivamente specificati Brand Expectations e Preferred Attributes (vd. Box).
Nel 2017, REI ha registrato un fatturato di 2,62 miliardi di dollari, il 2,55% in più rispetto all’anno precedente. Con circa 17 milioni di membri, REI è oggi la più grande cooperativa di consumatori degli Stati Uniti. Ai suoi membri, per l’esercizio chiuso a fine 2017, ha restituito complessivamente 196,3 milioni di dollari fra dividendi e rimborsi sulle carte di credito. Il 70% circa dei profitti conseguiti, ha dichiarato l’azienda, è stato reinvestito in progetti per promuovere l’accesso alle attività outdoor e preservare l’ambiente, tramite il sostegno ad organizzazioni no-profit nazionali e internazionali. Oltre ai negozi specializzati nei prodotti per l’outdoor, il mondo REI comprende anche REI Adventures, una branca che organizza viaggi basati sulla filosofia del turismo attivo e di avventura. C’è inoltre la REI Outdoor School, che propone negli Stati Uniti corsi a tutti i livelli, da principiante a esperto, su un’ampia gamma di attività outdoor, dal ciclismo all’arrampicata, dal fitness all’aperto agli sport sulla neve, e numerosi altri ancora.
Fra i progetti di REI per il 2018, ricordiamo il suo sostegno alla National Forest Foundation (NFF), a cui la cooperativa ha annunciato che donerà fino a 1 milione di dollari nel corso dell’anno. Alla NFF saranno donati 10 centesimi di dollaro per ogni transazione di acquisto pagata con la REI Co-Op Mastercard, fino al raggiungimento di una donazione massima complessiva di 1 milione di dollari. I fondi verranno destinati a 11 progetti per il risanamento di aree boschive danneggiate da disastri naturali, quali uragani o vasti incendi. Gli 11 progetti sono localizzati negli stati di California, Colorado, Florida, Georgia, Texas, Virginia, West Virginia e Washington. Anche nel 2017 REI aveva donato 1 milione di dollari alla National Forest Foundation. Il tema dei boschi, che è fondamentale come sappiamo per il benessere di tutto il pianeta, assume un rilievo particolare negli Stati Uniti. Su dieci americani, sette vivono infatti a meno di due ore d’auto da un bosco. Molte delle attività outdoor praticate dagli americani, sportive o semplicemente ricreative, si svolgono in un ambiente boschivo o nei suoi dintorni. Le national forest statunitensi offrono circa 255mila chilometri di piste multiuso, 1.200 siti per andare in barca e 4.300 campeggi.

 

 

 

TopSport – Luglio 2018
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