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Il piano triennale della Fesi guarda alla promozione e allo sviluppo dello sport in Europa. E parla molto italiano

I rappresentanti della Federazione Europea di Aziende dello Sportsystem (FESI), riunitisi a Roma in Assemblea Generale il 17 e 18 novembre scorsi, hanno riconfermato Luca Businaro alla presidenza dell’organizzazione. Businaro ricopre la carica di presidente FESI dal 2014, quando aveva sostituito Bruno Alves, chiamato a ricoprire un ruolo all’interno della Commissione Europea. FESI rappresenta 1800 aziende europee produttrici di articoli sportivi, circa l’85% del mercato. L’industria europea dell’articolo sportivo – compresi footwear, abbigliamento e attrezzature sportive – rappresenta un giro d’affari complessivo di circa 66 miliardi di euro e dà lavoro in Europa a 640.000 persone. FESI si è anche recentemente aperta verso i retailer tramite un accordo di partenariato con FEDAS, la federazione che rappresenta il retail sportivo in Europa.
Durante quest’ultima Assemblea Generale, oltre a fare il punto sul lavoro fin qui svolto dall’organizzazione, sono stati presentati i cardini dell’attività prevista per il periodo fino al 2019. Ai gruppi di lavoro già esistenti, verranno aggiunte tre nuove aree di lavoro, che riguarderanno in particolare:
– L’espansione dei servizi offerti e l’adozione di una strategia di offerta di servizi chiara. Concretamente, questo obiettivo si articolerà nell’organizzazione in maniera regolare di seminari formativi e di webinar su temi d’interesse comune, e nel lancio di studi a livello europeo, in cooperazione con le associazioni nazionali del settore, le istituzioni europee e gli altri soggetti interessati. Sempre nell’ambito di questo obiettivo, FESI ha annunciato che fornirà business plan specifici per il settore dell’articolo sportivo per aiutare gli aderenti in termini di sviluppo commerciale.
– Il miglioramento delle relazioni con le federazioni sportive nazionali. Questo obiettivo verrà perseguito tramite il sostegno agli incentivi nazionali e ad una più stretta collaborazione con le regioni, ad esempio sul tema dell’utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei. Sempre nell’ambito di questo obiettivo, è stata sottolineata la necessità per FESI di razionalizzare le sue relazioni con WFSGI (World Federation Sporting Goods Industry), organizzazione omologa ma a livello mondiale.
– La promozione e il sostegno alla buona governance e all’integrità dello sport nell’industria dell’articolo sportivo. Questo obiettivo punta sulla circolazione delle informazioni sugli standard esistenti, in particolare gli standard etici elaborati dalla SIGA (Sports Integrity Global Alliance). SIGA è la coalizione che si definisce “indipendente e neutrale” per l’integrità dello sport formata da membri di diverse industrie, che è stata creata nel novembre 2015 ma lanciata ufficialmente a Madrid nell’aprile 2016. Il 7 ottobre 2016 SIGA ha annunciato di aver redatto una prima versione di standard universali sul tema dell’integrità nello sport. La coalizione ha ora lanciato un processo di consultazione a livello globale su questi standard. I lavori di SIGA sono in fase iniziale, tanto che un sito web completo per il momento non esiste ancora (ne è annunciato l’arrivo prossimo su http://siga-sport.com).
Oltre a questi tre nuovi gruppi di lavoro annunciati a Roma, gli altri gruppi di lavoro di FESI riguardano: la promozione dell’attività fisica; commercio e dogane; sostenibilità; sci e scarponi da sci; ricerca & sviluppo; federazioni nazionali; sicurezza dei prodotti; proprietà intellettuale; e infine il gruppo di lavoro che si occupa dei contatti con le federazioni sportive.
Inaugurando il suo nuovo mandato alla presidenza di FESI, Businaro ha tenuto a sottolineare di voler prendere molto seriamente la questione dell’integrità dello sport, annunciando anche l’intenzione di creare uno standard di condotta specifico in quest’ambito. Businaro ha inoltre menzionato, fra le priorità del suo nuovo mandato, la lotta al calo della pratica di attività fisica in Europa. Nonostante le campagne di promozione dell’attività fisica e la consapevolezza che si immaginerebbe ormai consolidata sulla necessità dell’attività fisica per conservare un buono stato di salute, le statistiche europee mostrano cifre preoccupanti. Secondo il più recente Eurobarometro su sport e attività fisica della Commissione Europea (2014), il 42% dei cittadini dell’Unione non pratica mai alcuna attività fisica o sportiva, il 3% in più rispetto alla rilevazione dell’Eurobarometro precedente (2009). FESI organizza già molteplici iniziative in questo senso, fra le quali ad esempio la Settimana Europea dello Sport, ma conta di organizzare eventi supplementari, puntando sempre molto sulla cooperazione intersettoriale.
Businaro ha infine sottolineato il lavoro svolto da FESI perché l’industria dello sport sia riconosciuta come un settore economico a pieno titolo in Europa, lavoro che dovrà continuare negli anni a venire, puntando sulla dimensione innovativa dello sport e cercando di attirare sul settore una sempre maggiore attenzione da parte dei politici. Di innovazione nei settori dell’attività fisica e dello sport si occupa la European Platform for Sport Innovation (EPSI), network europeo di cui fanno parte anche le italiane Assosport, il CERISM (Centro Ricerca Sport Montagna e Salute) di Trento e l’IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia). Businaro ha affermato di voler rafforzare lo strumento che questo network rappresenta al fine di aumentare gli investimenti in ricerca & sviluppo su salute e attività fisica.

TopSport – Gennaio 2017
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