Olympic Games 2012 Gymnastics Artistic

Numerosi gli appuntamenti in vista per la nostra ginnastica artistica. Sport dai numeri limitati rispetto ad altre discipline, ma comunque in crescita. Seguiamo Vanessa Ferrari & Co. in un anno senza Olimpiadi. Ma ricco di eventi

Di ginnastica artistica capita di parlare soprattutto in occasione delle Olimpiadi, e il 2015 come sappiamo non è un anno olimpico. Ci sono però vari motivi di attualità per occuparsene anche quest’anno. Abbiamo recentemente appreso che all’Italia è stata assegnata la seconda edizione dei Giochi del Mediterraneo dedicati interamente alla ginnastica artistica. L’evento si terrà nuovamente a Ragusa, dopo il successo della prima edizione, in un weekend del prossimo settembre, e vedrà la partecipazione di 23 nazioni affiliate CoMeGym (Confederazione Mediterranea di Ginnastica). Prima di allora, dal 15 al 19 aprile si svolgeranno i campionati europei a Montpellier, nel sud della Francia. Anche i mondiali si svolgeranno in Europa. Dopo quelli di Nanning in Cina dell’ottobre scorso, i mondiali 2015 di ginnastica artistica si terranno infatti a Glasgow, in Scozia, dal 23 ottobre al 1° novembre.

Non stupisce che il fascino di questo sport sia indissolubilmente legato ai Giochi Olimpici, anche se potremmo dire all’antichità in genere. Numerosi reperti archeologici e documenti iconografici illustrano atleti che già praticavano la ginnastica, sia ritmica che acrobatica, in forme riconducibili all’odierna ginnastica sportiva, nell’antico Egitto. Ma saranno i Greci, fra i popoli antichi, quelli a praticare di più la ginnastica, esaltandola anche nell’arte e nella mitologia. Durante i Giochi dell’antichità gli atleti si dedicavano a prove diverse sotto il nome generico di “ginnastica”, discipline che oggi in realtà chiameremmo piuttosto atletica leggera (corse, salti, lanci), lotta o pugilato. Dal punto di vista etimologico, il termine ginnastica deriva dal greco gumnos che significa senza vestiti. Nella Grecia classica era consuetudine eseguire gli esercizi ginnici a corpo nudo. I romani, diversamente dai greci, nonostante dessero particolare importanza agli esercizi ginnici per scopi militari, non apprezzavano la ginnastica perché erano contrari a mostrarsi nudi in pubblico, oltre a ritenerla propria degli schiavi o degli stranieri. In latino apparirà poi successivamente il termine gymnasticus, nel XIV secolo, per indicare l’esercizio fisico.

L’Italia ha una lunga tradizione in questo sport. La Federazione Ginnastica d’Italia (F.G.I.), nata nel 1869 a Venezia, è la più antica federazione sportiva del Paese. Riunisce le associazioni ginniche presenti sul territorio italiano e copre un ventaglio assai ampio di discipline: la ginnastica per tutti, la ginnastica artistica maschile, la ginnastica artistica femminile e la ginnastica ritmica, specialità questa prettamente femminile. La ginnastica per tutti, vivaio della ginnastica, non è una disciplina olimpica ma è riconosciuta dal CIO per la sua funzione a favore della salute, ed ha comunque un suo calendario agonistico di competizioni, con gare incentrate sugli elementi tecnici che poi ritroviamo nelle sezioni olimpiche. La ginnastica artistica maschile è sempre stata presente tra gli sport olimpici, fin dai primi Giochi dell’era moderna ad Atene, nel 1896. La ginnastica artistica femminile è disciplina olimpica da Amsterdam 1928. L’ultima arrivata è la ginnastica ritmica, specialità prettamente femminile, entrata nel programma dei Giochi Olimpici estivi a partire da Los Angeles 1984, solo con prove individuali, e da Atlanta 1996 anche con le gare di squadra.
La Federazione Ginnastica d’Italia conta 136.513 tesserati e 1103 società sportive (dati pubblicati dal CONI nel 2014 e riferiti al 2013). Queste cifre segnano una crescita rispetto all’anno precedente, quando i tesserati FGI erano stati 130.797 e si contavano 1092 società sportive. La ginnastica non è fra i primissimi sport in Italia. A dispetto della sua lunga tradizione, internazionale e nazionale, si classifica infatti soltanto al 9° posto per numero di tesserati fra le discipline censite dal CONI.

In tre regioni italiane, la ginnastica appare fra i primi cinque sport per numero di tesserati. Si tratta dell’Umbria (3° sport per numero di atleti), delle Marche (5° sport) e della Campania (5° sport).

Anche se con questi numeri il mercato degli articoli per la ginnastica resta di nicchia in confronto agli sport al top, è interessante sottolineare comunque la tendenza alla crescita evidenziata dall’ultimo censimento annuale del CONI. In prospettiva, ci sembra anche utile ricordare lo spazio crescente che potrebbe guadagnare soprattutto la ginnastica per tutti, sia in un’ottica di sport e salute che riflettendo sul legame fra l’invecchiamento della popolazione ed il potenziale di sviluppo che hanno tutte le discipline sportive ad intensità moderata.

Molti degli articoli per le ginnastiche, inoltre, presentano per i negozianti rischi di magazzino minori rispetto alle discipline più tecniche, basti pensare che molti articoli per la ginnastica artistica possono essere utilizzati anche nella danza o nell’aerobica, cioè attività più sviluppate a livello non agonistico, con un bacino d’utenza difficile da quantificare statisticamente, perché parliamo di molti non tesserati, ma sicuramente più ampio e trasversale da un punto di vista anagrafico.

Non dimentichiamo, per finire, l’effetto di emulazione sui giovani che possono avere i grandi campioni in termini di diffusione della pratica sportiva. Nella ginnastica, l’Italia vanta una campionessa del calibro di Vanessa Ferrari, una delle migliori ginnaste al mondo, reduce fra l’altro da un 2014 di grandi risultati, basti citare in maggio l’oro europeo di Sofia nel corpo libero, una delle specialità più popolari e spettacolari della ginnastica.

Lascia un commento