Digitale

Il digitale nell’industria dello sport è ancora poco diffuso in Italia. Come provano i dati di uno studio del Politecnico di Milano

Si è svolto a Milano il 23 marzo scorso il convegno dal titolo “Innovazione e formazione: dalle start-up l’upgrade per lo sport”, nel corso del quale sono stati presentati i risultati di un recente studio sulle start-up digital sport a livello nazionale e internazionale, svolto da un laboratorio specializzato del Politecnico di Milano. Sono 1.012 le start-up digital sport censite nel mondo e nate fra il 2011 e il 2016. In questa categoria sono comprese aziende che operano in ambiti diversi dentro e intorno allo sport, offrendo soluzioni digitali per il monitoraggio della performance sportiva, per la gestione degli eventi, per l’analisi ed il miglioramento dell’esperienza del pubblico, per la trasformazione di stadi e palazzetti sportivi in strutture più smart, e per l’innovazione dei processi aziendali nelle società sportive. Delle 1.012 start-up censite, 686 sono risultate essere finanziate, per una raccolta complessiva in termini di investimento di oltre 4 miliardi di dollari ed un finanziamento medio di circa 6 milioni di dollari. Gli sport in cui il digital sport trova prevalente applicazione sono il calcio e il basket. Le tecnologie più diffuse sono le piattaforme online, le mobile app e l’Internet delle cose (IoT). In Italia, le start-up digital sport sono soltanto 50, di cui 24 finanziate, per un investimento totale di 17 milioni di euro ed un investimento medio di circa 700mila euro.
Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale nell’Industria dello Sport, laboratorio di ricerca specializzato che fa parte della School of Management del Politecnico di Milano. Gli osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano sono nati nel 1999 e vengono oggi considerati un punto di riferimento sull’evoluzione del digitale in Italia, con un occhio sia agli aspetti accademici della ricerca che a quelli delle applicazioni concrete e della comunicazione, per mettere in relazione la domanda e l’offerta di innovazione digitale in Italia.
A livello internazionale, delle 686 start-up finanziate, oltre la metà (395) opera in Stati Uniti e Canada. Il primato in termini di entità dei finanziamenti ricevuti spetta invece all’Asia, con 2 miliardi di dollari raccolti. Il Nord America si piazza comunque bene anche in questa classifica, subito dietro all’Asia, con 1,7 miliardi di dollari di finanziamenti ricevuti, seguito dall’Europa con 300 milioni. Le altre aree del pianete hanno, secondo la ricerca, un peso marginale.
Il segmento della performance atletica risulta essere l’ambito di utilizzo largamente prevalente del digitale nello sport a livello internazionale (49%). Parliamo per questo segmento di soluzioni che vanno dal monitoraggio dell’allenamento e della prestazione sportiva alla prevenzione degli infortuni, o ancora ai supporti digitali nella fase di riabilitazione dell’atleta. Segue con il 33% delle start-up analizzate il segmento della “fan experience”, con soluzioni che utilizzano il digitale per analizzare e ottimizzare l’esperienza dello spettatore. Nell’ambito fan experience sono anche compresi gli strumenti digitali utilizzati per la vendita di biglietti online e per il merchandising. Più distanziato, al terzo posto col 16%, è il numero delle start-up che operano nel settore della gestione eventi, offrendo soluzioni per migliorare l’organizzazione degli eventi, per la gestione delle infrastrutture e per la promozione culturale. Soltanto l’1% delle start-up analizzate opera nell’ambito dell’ottimizzazione dei processi gestionali dei club.
Oltre la metà delle start-up esaminate (52%) offre soluzioni per una sola disciplina sportiva, con calcio (97 start-up) e basket (24) ai primi due posti. Un po’ meno della metà (48%) opta invece per soluzioni multisport.
Nel caso dell’Italia, oltre la metà (58%) delle start-up digital sport offre soluzioni incentrate sulla performance atletica. Il 20% si concentra invece sulla fan experience, il 18% sulla gestione di eventi, e il 4% sul miglioramento dei processi gestionali delle società sportive. Il 56% delle start-up italiane offre soluzioni destinate ad un singolo sport. Emergono in particolare il calcio (22%), il fitness (10%) ed il basket (4%). Il 44% degli operatori italiani preferisce invece offrire soluzioni multisport.
Secondo Federico Iannella, ricercatore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nell’Industria dello Sport, nel confronto internazionale l’Italia non ha nulla da invidiare per quanto riguarda le parti tecnica, tecnologia e atletica. Persiste invece un divario fra Italia e casi di best practice internazionali in quanto agli aspetti manageriali e industriali del settore sportivo. In Italia, afferma sempre Iannella nel comunicato dell’Osservatorio, vendita dei biglietti, processi aziendali ed esperienza dello spettatore sono ancora in larga parte gestiti con metodologie tradizionali. Il direttore dell’Osservatorio, Claudio Rorato, sottolinea poi come occorra puntare prima di tutto sulla formazione, affiancando alle competenze tecnico-sportive tradizionali figure manageriali più trasversali ed elaborando una strategia che comprenda anche il digitale. In assenza di queste condizioni, dice Rorato, dotarsi delle tecnologie non è sufficiente.

 

 

 

TopSport – Maggio 2018
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