Bike

Un lungimirante piano della Francia per agevolare il trasporto urbano su due ruote promuove l’uso di massa della bicicletta. Grazie ad uno stanziamento record di 350 milioni di euro

La Francia ha annunciato la creazione di un fondo pubblico da 50 milioni di euro all’anno con l’obiettivo di triplicare gli spostamenti urbani in bicicletta entro il 2024. La scadenza 2024 forse non è casuale. Il 2024 sarà infatti l’anno in cui Parigi ospiterà i XXXIII Giochi Olimpici estivi. I dettagli del piano sono stati presentati dal Primo Ministro Edouard Philippe il 14 settembre scorso ad Angers, storica capitale dell’Angiò, nella regione dei Paesi della Loira. Philippe era accompagnato nell’occasione dal neo-Ministro dell’Ecologia François de Rugy e dalla Ministra dei Trasporti Elisabeth Borne. Philippe ha simbolicamente iniziato la visita ad Angers partendo dalla stazione in bicicletta e facendo poi subito tappa nella vicina agenzia di VéloCité, il servizio di prestito gratuito di biciclette di cui beneficiano i residenti della città angioina.

Secondo i dati dell’INSEE, l’istituto nazionale di statistica del Paese transalpino, in Francia i trasferimenti casa-lavoro effettuati in bicicletta sono meno del 2%. Globalmente la bicicletta è utilizzata come mezzo di trasporto solo dal 3% dei francesi. Inoltre, ben il 58% dei francesi che lavorano a meno di un chilometro da casa ci va comunque in automobile. In un’intervista esclusiva rilasciata il giorno stesso al quotidiano regionale Courrier de l’Ouest, Philippe ha sottolineato il confronto impietoso con stati vicini che certo non godono di condizioni meteorologiche più favorevoli, quali i Paesi Bassi o la Germania, dove gli spostamenti in bicicletta rappresentano rispettivamente il 26% e il 10% del totale. La media europea è del 7%. Il piano si propone di passare dal 3% attuale al 9% entro il 2024.
Il fondo da 350 milioni di euro creato dal governo servirà a co-finanziare su un periodo di sette anni una serie di infrastrutture per favorire l’uso della bicicletta per gli spostamenti, quindi non soltanto come oggetto sportivo o di piacere. Proprio in questo aspetto risiede l’elemento chiave del progetto, cioè nella sua volontà di indirizzare le abitudini dei francesi verso un cambiamento anche culturale. Il piano consta di 25 misure, molte delle quali ci appaiono come particolarmente innovative. Citiamo di seguito alcune delle principali.

* Immatricolazione delle biciclette. Uno dei punti deboli dell’utilizzo urbano della bicicletta è la frequenza dei furti, che finisce per scoraggiare molti utilizzatori reali e potenziali. In Francia, secondo le cifre del Ministero degli Interni, ne vengono rubate più di 350.000 all’anno. Per lottare contro questo fenomeno, ogni bicicletta, nuova o d’occasione, sarà dotata di un numero d’immatricolazione censito presso un registro unico nazionale. I produttori di biciclette dovranno provvedere ad aggiungere il numero di immatricolazione su tutte le biciclette nuove, mentre per quelle già in circolazione l’obbligo spetterà ai rispettivi proprietari. Calendario e modalità precise di introduzione di questa norma saranno precisate dal governo in una fase successiva.

* Piste ciclabili continuative. Con il fondo creato dal governo, verranno co-finanziate insieme alle amministrazioni locali le infrastrutture destinate ad assicurare la continuità delle piste ciclabili. È infatti frequentissimo il caso, in Francia come altrove, di città in cui esistono magnifiche piste ciclabili spezzettate però qua e là, costruite più con buona volontà e desiderio politico di mostrare un’anima ecologica che pensando a chi poi se ne dovrà effettivamente servire. I nuovi fondi permetteranno la costruzione dei ponti e dei tunnel necessari, soprattutto nelle intersezioni a traffico elevato, ad assicurare continuità alle piste ciclabili.

* Creazione di un “contributo bicicletta” per i lavoratori dipendenti. Attualmente i datori di lavoro francesi pagano in busta paga ai propri dipendenti un contributo obbligatorio pari al 50% del costo dell’abbonamento mensile al trasporto pubblico. Il governo vuole che venga creata un’analoga indennità per chi si reca al lavoro in bicicletta nella forma di un forfait, che potrà andare fino a 400 euro all’anno, pagati sempre dal datore di lavoro ma in questo caso facoltativamente. Per i dipendenti statali è già stata annunciata l’introduzione di un forfait annuale di 200 euro, da applicarsi a tutti i dipendenti pubblici, a partire dal 2020.

* Aree riservate alle biciclette ai semafori. Il piano si propone di inserire in maniera generalizzata ai semafori delle aree riservate alla sosta delle biciclette, poste fra la linea dietro cui devono fermarsi le auto e il semaforo stesso (le cosiddette “sas-vélo” – vélo in francese significa bicicletta). Per ora queste sas-vélo sono presenti in maniera sporadica e nelle città francesi più virtuose dal punto di vista ecologico, ma il piano intende renderle sistematicamente presenti. I comuni avranno 10 anni di tempo per portare a compimento quest’obbligo.

* Doppio senso ciclabile. Per come siamo abituati, sarebbe più chiaro chiamarlo “contromano ciclabile”. Si tratta infatti, con questo provvedimento, di consentire alle biciclette di percorrere in entrambi i sensi strade che sono invece a senso unico per le auto e per gli altri veicoli. Attualmente in Francia il doppio senso ciclabile è obbligatorio solo nelle zone in cui la velocità massima per i veicoli è di 30 km/h. Il nuovo piano del governo intende farlo diventare obbligatorio anche su tutte le strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, salvo quelle in cui il doppio senso ciclabile dovesse rivelarsi pericoloso.

* La bicicletta nel percorso educativo. Perché i cittadini francesi vengano iniziati fin da bambini alla cultura delle due ruote, il piano prevede che entro l’inizio della classe sixième, cioè entro gli 11/12 anni di età, gli alunni siano in grado di spostarsi autonomamente in bicicletta. A tal fine verranno introdotti, nella fase scolastica che equivale alla nostra scuola elementare, appositi programmi di educazione stradale riguardanti sia l’uso della bicicletta che il codice della strada.

* Parcheggi per biciclette nelle stazioni ferroviarie.
Il governo chiederà alla SNCF, l’azienda pubblica del trasporto ferroviario francese, di costruire parcheggi sicuri per le biciclette nelle stazioni ove questo sia possibile, per favorire l’uso della bicicletta nel trasporto intermodale.

* Spazi per le biciclette nei parcheggi nuovi o in ristrutturazione.  I progetti per lavori riguardanti i parcheggi di stabilimenti, immobili residenziali, immobili pubblici e centri commerciali dovranno prevedere la messa in opera di appositi spazi per il parcheggio delle biciclette.

La Federazione degli Utenti del Ciclo (FUB) francese, ente che riunisce 280 associazioni su scala nazionale, pubblica il Barometro delle Città Ciclabili, con cui segnala i centri più virtuosi in quanto a ciclabilità. Fra le agglomerazioni urbane con più di 200.000 abitanti, in testa si piazza Strasburgo. La città alsaziana à seguita al secondo posto da Nantes, in Vandea, e al terzo da Bordeaux. Nei comuni fra 100.000 e 200.000 abitanti, il podio è composto da Grenoble al primo posto, seguita da Digione al secondo e da Angers al terzo posto.
Per coloro che fossero interessati ai podi anche delle altre categorie, il dettaglio è disponibile sul sito del Barometro delle Città Ciclabili: https://www.parlons-velo.fr/barometre-villes-cyclables.

 

 

TopSport – Dicembre 2018
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