graphene

Arrivano sul mercato le super-scarpe al grafene. Dopo le racchette da tennis, questo materiale trova ora una nuova applicazione in campo sportivo

Arriva dall’Università di Manchester una soluzione innovativa per le scarpe da ginnastica, che viene descritta come portatrice di maggiore robustezza ma al tempo stesso leggerezza per le calzature. Si tratta dell’introduzione del grafene, materiale sottilissimo eppure estremamente resistente, almeno 100 volte più rigido e 200 volte più robusto dell’acciaio. Per la prima volta al mondo, questo materiale è stato introdotto nel footwear sportivo grazie a una partnership dell’università inglese con inov-8, la marca sportiva con sede a Staveley. Inov-8 prevede di inserirlo quest’anno in scarpe da running e da fitness. Non è un caso che questa novità arrivi dall’Università di Manchester, visto che proprio in questa università nel 2004 i fisici Andrej Gejm e Konstantin Novoselov isolarono l’atomo del grafene, scoperta che varrà loro il Premio Nobel per la fisica nel 2010. Parente lontano della grafite, il grafene è costituito da un singolo strato di atomi di carbonio con una struttura bidimensionale ultrasottile. Grazie a proprietà chimico-fisiche eccezionali, è estremamente resistente, trasparente e flessibile. A temperatura ambiente, esso presenta inoltre una grande conducibilità elettrica, superiore a quella del rame. Si tratta quindi di un materiale particolarmente versatile, che viene infatti utilizzato in applicazioni tecnologiche molto lontane fra loro, dagli apparecchi per la medicina agli aeroplani, nelle auto sportive e in molto altro ancora. Anche per orgoglio italiano, ricordiamo che quello appena descritto è destinato ad essere il primo utilizzo al mondo di grafene in scarpe per lo sport, ma la prima volta in cui il grafene è stato utilizzato nelle calzature, non sportive, risale al 2016 e la si deve a una collaborazione fra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, più specificamente i Graphene Labs, e il calzaturificio lucchese Fadel.

L’innovativo prodotto, tutto italiano, era stato presentato al Micam di Milano, la Fiera Internazionale delle Calzature, di quell’anno. I ricercatori del Graphene Labs, che sono uno dei laboratori di ricerca dell’IIT di Genova, lavorano alla produzione del grafene e allo sviluppo di tecnologie per l’impiego di questo materiale. Il lavoro dei Graphene Labs si svolge nell’ambito del progetto europeo Graphene Flagship 2013-2023, finanziato dall’Unione Europea, che si pone l’obiettivo di velocizzare il passaggio del grafene dal laboratorio alla vita di tutti i giorni. Oltre ad essere un centro scientifico di ricerca, i Graphene Labs operano infatti come piattaforma di condivisione con le aziende manifatturiere italiane. Continuando nella nostra rapida verifica storica, in ambito prettamente sportivo, invece, il grafene viene già utilizzato nel tennis dalla marca Head, che lo inserisce in alcune sue racchette. Il materiale viene integrato nel cuore del telaio in modo da rendere questa zona della racchetta più leggera e redistribuire così il peso, sia verso la testa che verso il manico. La redistribuzione del peso consente al giocatore di generare più energia cinetica quando colpisce la palla. In altre parole, l’obiettivo è di ottenere maggiore potenza con uno sforzo minore, anche grazie alla maggiore manovrabilità della racchetta. L’interesse del grafene nel footwear sportivo nasce fondamentalmente dal problema del consumo elevato delle suole. Chi pratica running o fitness ha bisogno di suole con grande aderenza, perché non deve cadere a prescindere e perché può capitare di correre su fondi bagnati, che si tratti di pioggia o di sudore.

Così come accade per gli pneumatici delle autovetture, a grande aderenza tende però a corrispondere un consumo più rapido. Tipicamente, la gomma che aderisce meglio è anche quella che si consuma prima. L’applicazione del grafene sviluppata dal National Graphene Institute dell’Università di Manchester con inov-8 ha lo scopo di abbattere questo limite, mantenendo però nella suola le caratteristiche di grip necessarie. Ricordiamo che insieme alla grande resistenza, il grafene offre anche straordinaria flessibilità. Uno strato di grafene può essere piegato senza subire danni. Secondo i ricercatori, le nuove suole sportive potenziate con grafene sarebbero più elastiche del 50% rispetto alla gomma standard prodotta senza grafene. Fondata nel 2003 da Wayne Edy, Inov-8 sviluppa scarpe, abbigliamento ed equipaggiamento per lo sport. Il brand è oggi di proprietà del gruppo giapponese Descente, e i suoi prodotti sono commercializzati in 68 Paesi. Fin dalla sua creazione, inov-8 si è concentrata soprattutto sullo sviluppo di prodotti per lo sport adatti ad affrontare tutti i terreni, o “all-terrain”. Il lancio sul mercato delle scarpe di inov-8 al grafene, la G-Series, è previsto entro il 2018. L’azienda non ha specificato, nel suo comunicato diramato lo scorso dicembre, il prezzo a cui saranno commercializzate le scarpe, ma varie fonti di stampa indicano un prezzo di vendita consigliato fra le 140 e le 150 sterline. Si tratterebbe dunque di un prezzo relativamente elevato ma non proibitivo, soprattutto se si tradurrà effettivamente in una maggiore durata delle scarpe.

 

TopSport – Maggio 2018
BANNER x sfoglio_1