Runners cross the Verrazano Narrows Bridge at the start of the ING New York City Marathon Sunday, Nov. 2, 2008 in New York.  (AP Photo/Jason DeCrow)

Si corre domenica 3 novembre l’iconica maratona di New York, il più grande evento sportivo della Grande Mela. L’edizione dell’anno scorso, svoltasi il 4 novembre 2018, ha visto 52.000 corridori tagliare il traguardo, record assoluto per la manifestazione. L’evento è notoriamente aperto sia agli atleti professionisti che a quelli amatoriali, anche se per questi ultimi, vista la mole di domande provenienti da tutto il mondo, soltanto una parte dei richiedenti arriva poi effettivamente a partecipare. Nei 42,195km della maratona, i partecipanti attraversano i cinque grandi distretti (boroughs) della città di New York: Manhattan, Bronx, Brooklyn, Queens e Staten Island. La partenza è proprio a Staten Island mentre l’arrivo è a Central Park. All’edizione 2018 si iscrissero oltre 3.100 italiani. Il migliore fra i nostri al traguardo fu l’umbro Cristian Marianelli, 41 anni, che chiuse al 41° posto assoluto in 2 ore 28 minuti e 35 secondi, sesto crono nella classifica virtuale degli europei. Vittoria personale anche per il cantante bolognese Gianni Morandi, 73 anni ed appassionato podista, riuscito nel suo obiettivo di arrivare fino in fondo e di tagliare il traguardo, esattamente in 5 ore 47 minuti e 36 secondi. Morandi, che vi aveva già partecipato nel 1998, vanta partecipazioni a decine di mezze maratone e maratone anche internazionali.
La prima Maratona di New York si è corsa nel 1970, anche se poco aveva a che vedere con la manifestazione quale la conosciamo oggi. Quella prima edizione si svolse esclusivamente all’interno del Central Park. Gli iscritti in totale erano 127 – non abbiamo dimenticato nessuno zero! – dei quali soltanto 55 taglieranno il traguardo. L’unica donna partecipante non completò la gara, per problemi di salute. L’evento del 1970 aveva inoltre un budget complessivo di 1.000 dollari (anche qui non abbiamo omesso zeri). Da allora, l’evoluzione è stata costante. Nel 1976 la corsa si estende a tutti e cinque i boroughs della città. Nel 1982 viene istituita la “lista d’attesa” per i partecipanti, che da allora verranno scelti tramite una lotteria per aggiudicarsi un posto. L’edizione del 1994 si distingue nella storia della manifestazione per l’errore commesso dal messicano Germán Silva, che per seguire un’auto della polizia imbocca una strada sbagliata, ma una volta ritrovata quella giusta, riesce comunque a vincere la gara. Silva vincerà anche l’edizione successiva. La Maratona del 1994 verrà ricordata, oltre che per la prodezza di Silva, anche per la vittoria fra le donne della keniana Tegla Loroupe, prima vincitrice africana della storia in una maratona maggiore. Dal 1970 ad oggi, l’unica edizione annullata è stata quella del 2012, che non si è corsa per decisione del sindaco della città, Michael Bloomberg, a causa degli effetti dell’uragano Sandy. A parte quell’edizione, dal 1970 ad oggi la corsa si è svolta puntualmente ogni anno, compreso il 2001, a meno di due mesi dagli attentati dell’11 settembre.
Nel 2018 la Maratona di New York ha distribuito un montepremi complessivo di 825.000 dollari, a cui vanno aggiunti gli eventuali “time bonus”. I podisti sono seguiti live da più di un milione di fans assiepati lungo il percorso, anche se alcune zone non sono accessibili e vengono riservate ai corridori. Per essere presenti sulla linea di arrivo, gli spettatori devono inoltre acquistare un biglietto apposito per quella zona. Con manifestazioni collaterali che si snodano anche in altre giornate, la Maratona di New York è un evento ricco di attrazioni che va ben al di là della semplice gara della domenica. C’è ad esempio l’Expo. Nei giorni precedenti la gara – per il 2019, dal 31 ottobre al 2 novembre – viene organizzata la TCS New York City Marathon Expo Presented by New Balance, la più grande fiera del running degli Stati Uniti ed una delle prime 10 fiere di fitness e salute del mondo. L’Expo si svolge al Jacob K. Javits Convention Center, fra la 11^ Avenue e West 35th Street. L’edizione 2020 della Maratona di New York si svolgerà domenica 1° novembre. L’evento si tiene infatti ogni anno la prima domenica di novembre.
Per quanto riguarda l’Italia, le maratone di Roma e di Milano, che si corrono entrambe in aprile, sono probabilmente le più note. La Maratona di Roma 2019 è stata la 25ma edizione della manifestazione e ha visto la partecipazione di circa 10.000 runners, oltre agli iscritti alla Stracittadina non competitiva di 5km. L’edizione 2019 della Milano Marathon ha visto invece la partecipazione (record) di oltre 7.000 iscritti, e i due keniani primi classificati nelle categorie uomo e donna – Titus Ekiru e Vivian Kiplagat – hanno registrato il miglior crono di sempre in maratone corse in Italia, rispettivamente con 2 ore, 4 minuti e 46 secondi e 2 ore, 22 minuti e 25 secondi. Ma il programma di maratone (42,195km) e mezze maratone (21.097km) in Italia non tocca soltanto le grandi città, ed è peraltro assai nutrito anche nella stagione autunnale. In tutti i casi, all’evento sportivo competitivo per alcuni e non competitivo per altri, si aggiunge il piacere di attraversare splendidi paesaggi e di costeggiare monumenti antichi di centinaia, a volta migliaia di anni, noti in tutto il mondo.
Secondo i dati dell’Istituto Piepoli, diffusi nel corso del convegno Runeconomy di Roma del 31 maggio scorso, la percentuale di italiani che si potrebbero definire runners almeno occasionali, cioè che corrono almeno una volta al mese, è passata dal 51% del 2017 al 59%. Con frequenza molto più assidua, il 40% degli uomini e il 27% delle donne corrono da una a tre volte alla settimana. L’importanza della corsa travalica l’atletica perché correre è fondamentale e propedeutico per molti altri sport, tanto che il 44% degli italiani ha sottolineato come la pratica della corsa stimoli ad avvicinarsi anche ad altre attività motorie.
Un aspetto importante è dato infine dalle motivazioni che determinano il successo della corsa di resistenza. Diversamente da quanto si sarebbe portati a pensare, la principale motivazione emersa dall’indagine dell’Istituto Piepoli non è la perdita di peso. Il 41% degli italiani corre semplicemente perché vuole stare bene, mentre solo il 27% dice di farlo per dimagrire. D’altra parte la sedentarietà a cui ci ha abituato la vita moderna poco ha a che fare con la condizione naturale dell’essere umano, nato originariamente per stare in mezzo alla natura, coltivando e cacciando in modo da procurarsi il cibo. Come ricordava la copertina della rivista scientifica Nature del 18 novembre 2004, ispirata dall’articolo dei biologi evoluzionisti Bramble e Lieberman, contenuto in quel numero, noi esseri umani siamo “Born To Run” (nati per correre).

 

 

TopSport – Ottobre 2019
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