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Il peso economico, mediatico e popolare che gli e-sport hanno assunto a livello internazionale in questi ultimi anni sta persuadendo gli operatori dell’industria dello sport, anche i più reticenti, a prendere atto di questa realtà e a considerare di integrarla nelle proprie strategie. Nel 2018 Intersport Sports Report, i cui risultati sono stati presentati all’Ispo in febbraio, le competizioni di e-sport vengono definite come la cosa più alla moda del momento, e gli e-sport sono il tema prescelto nel documento come “focus topic”, a cui viene dedicata una specifica sezione del rapporto. Intersport, si dice nel documento, guarda a tutte le forme di sport, ragione per cui l’organizzazione ha ritenuto necessario approfondire i punti di contatto fra sport tradizionali ed e-sport. La premessa a tutto ciò è evidentemente la diffidenza che comunque persiste nei confronti di questi sport da tastiera. Ma è proprio vero che le differenze fra sport tradizionali ed e-sport sono così profonde da obbligarci a ritenerli due mondi paralleli? I risultati della ricerca, secondo le conclusioni di Intersport, tendono a smentire alcuni dei pregiudizi più diffusi.
Abbiamo analizzato la versione del rapporto sullo sport di Intersport riguardante la Germania. Il rapporto viene pubblicato anche in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. L’indagine tedesca è stata condotta su oltre 2.500 persone, a cui sono state poste domande sulle rispettive abitudini e preferenze in fatto di pratica sportiva ed articoli sportivi. Le domande riguardanti gli e-sport erano particolarmente numerose, trattandosi del tema prescelto per l’approfondimento nell’edizione 2018 del rapporto.
Il 38% degli intervistati ha affermato di praticare e-sport, cioè altrimenti detto di giocare coi videogiochi, per 10 o più ore alla settimana. Di questi, il 13,3% gioca ogni giorno e il 38,5 % gioca comunque più volte alla settimana. Riguardo all’età degli appassionati di e-sport, si tende a dare per scontato che i più grossi fan siano i teenager. In realtà, il sondaggio condotto in Germania ha mostrato che è la fascia fra i 20 e i 29 anni quella in cui l’interesse è maggiore (34,6%). La fascia 14-19 anni viene dopo col 30%. Il fenomeno e-sport sembra inoltre essere più popolare fra gli uomini che fra le donne. Si sono detti interessati agli e-sport un uomo su tre, ma solo una donna su otto. Esiste una forza differenza di genere anche nell’idea che i tedeschi si sono fatti degli e-sport rispetto agli sport tradizionali. Il 25% degli uomini li considera al pari degli sport tradizionali mentre fra le donne, la percentuale cala drasticamente al 10,2%.

Uno dei pregiudizi più ricorrenti sugli e-sport li vorrebbe come una minaccia per gli sport tradizionali, con la prospettiva che ne possano erodere una fetta di popolarità, quindi di mercato. Sorprendentemente, l’81,3% degli intervistati ha affermato di ritenere che gli e-sport non rappresentino affatto una minaccia per gli sport tradizionali. Di questi, il 12,5% ha addirittura detto di fare più sport, inteso come attività fisica, da quando pratica e-sport. Un secondo pregiudizio diffuso vede i gamers – cioè gli atleti dell’e-sport – come soggetti solitari e individualisti. Anche in questo caso l’indagine di Intersport ha fornito risposte diverse. Il 79% degli intervistati ha infatti affermato che gli e-sport aiutano a conoscere persone da tutto il mondo, e il 77% considera il tempo passato a giocare come tempo trascorso con gli amici, quindi il contrario dell’immagine di attività solitaria e quasi asociale a cui si riferisce il suddetto pregiudizio. In effetti, sintetizzano gli autori del rapporto su questo punto, i gamers fanno solitamente parte di grandi comunità, digitali e non, connesse peraltro anche al di là dei confini nazionali. Il rapporto sembra abbattere anche il pregiudizio secondo cui chi passa le ore davanti ai videogioci è stupido o rischia di diventarlo. Quasi l’80% degli intervistati ha affermato di dedicarsi agli e-sport per migliorare le proprie capacità di concentrazione e di reazione, e per il 69% potenziare la mente è la motivazione stessa che li spinge a giocare.  Il quarto e ultimo pregiudizio che il rapporto di Intersport ha sfatato riguarda la presunta mancanza di disciplina dei gamers, che a differenza di chi pratica sport tradizionali, sarebbero per definizione più pigri. Il 68% degli intervistati ha affermato di associare gli e-sport alla performance e alla competizione, quindi in qualche modo all’opposto della pigrizia.

Nelle loro conclusioni, i relatori del rapporto sottolineano come e-sport e sport tradizionali siano in fondo espressioni di atteggiamenti mentali e di finalità spesso simili, suggerendo a chi lavora nella grande famiglia dello sport di approcciare gli e-sport con una maggiore larghezza di vedute.  
L’indagine è stata condotta in Germania in due fasi distinte, di cui una prima in agosto 2018 e una seconda in dicembre 2018, su individui fra i 14 e i 69 anni di età. Gli intervistati sono stati 1.038 nella prima fase e 1.503 nella seconda. I sondaggi sono stati realizzati da Ingrid Fischer di Marketagent.com per conto di Intersport con il metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview), che si basa sulla compilazione di un questionario online.
Fra gli altri dati evidenziati dall’indagine, i tedeschi si rivelano grandi amanti dello sport in generale, e in particolare degli sport all’aperto. Soltanto il 14% ha detto di non fare mai alcuno sport. Sul podio degli sport più praticati in Germania troviamo il running (43,7%), seguito al secondo posto dal nuoto (42,9%) e al terzo dal ciclismo (42%). Il 69% ha inoltre affermato di preferire gli sport all’aperto.
Agli intervistati sono state poste anche domande sulle abitudini di acquisto nel campo degli articoli sportivi. Il 58% ha affermato di acquistare articoli sportivi principalmente nei negozi fisici mentre il 42% li acquista principalmente online. In Germania gli acquisti online sono quindi estremamente diffusi, ma il negozio fisico mantiene per ora il primato. Infine, è stato chiesto di indicare, in una lista prestabilita, quali requisiti debba avere il negozio di articoli sportivi ideale. Era possibile scegliere più risposte. Quella più popolare in assoluto è stata il buon rapporto qualità-prezzo (89%). Sempre oltre l’80%, quindi molto popolari, anche la presenza dei prodotti giusti (87%), la competenza del personale (85%), l’ampiezza della gamma (84%), e i prezzi bassi (83%).

 

TopSport – Luglio 2019
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