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Si apre il 20 settembre a Tokyo la Coppa del Mondo di rugby, primo mondiale di rugby della storia sul continente asiatico. Si tratta della 9^ edizione della manifestazione. La precedente edizione, quella del 2015, si era svolta in Inghilterra. All’Italia il sorteggio ha affidato un girone d’acciaio, il girone B, dove ci fanno (pessima) compagnia team pluridecorati come gli All Blacks della Nuova Zelanda e gli Springboks del Sudafrica, oltre alla Namibia e al Canada. La Nuova Zelanda detiene il record di tre Mondiali vinti, fra cui l’ultimo del 2015, mentre il Sudafrica ne ha conquistati due. Considerando che si qualificano due squadre per girone, la strada è tutta in salita, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo nelle grandi manifestazioni internazionali. Alla precedente World Cup, organizzata dall’Inghilterra, il Paese ospitante non aveva superato la fase a gironi, ed era stata la prima volta in cui il Paese organizzatore dell’evento non aveva avuto accesso alla fase a eliminazione diretta. Nell’ipotesi in cui l’Italia non dovesse terminare la fase a gironi nelle prime due, sarebbe importante che arrivasse comunque terza, perché le prime tre nazionali di ogni girone accederanno automaticamente alla Rugby World Cup del 2023, che sarà organizzata dalla Francia.
Dopo la scadenza annuale del mitico Sei Nazioni, a cui dal 2000 partecipa anche l’Italia (prima era naturalmente noto come Cinque Nazioni), nel 2019 gli appassionati di rugby union italiani possono quindi godersi anche la massima competizione della disciplina a livello planetario, che ha luogo ogni quattro anni. L’Italia ha partecipato a tutte le edizioni del torneo, dalla prima del 1987 ad oggi. In Giappone, la nostra nazionale gioca il suo primo match il 22 settembre ad Osaka contro la Namibia, seguito il 26 settembre da Italia-Canada a Fukuoka, il 4 ottobre da Sudafrica-Italia a Shizuoka, e il 12 ottobre da Nuova Zelanda-Italia a Toyota. Il seguito, sperando che ci sia, dipenderà dai risultati nel girone.
Per il ritiro pre-Mondiale, gli azzurri guidati da Conor O’Shea avevano scelto Pergine Valsugana, in provincia di Trento. Il Trentino è peraltro uno degli sponsor della Federazione Italiana Rugby (FIR). I raduni si sono svolti in finestre successive durante l’estate 2019: dal 2 al 7 giugno, dal 23 al 26 giugno, dal 7 al 14 luglio e dal 22 al 25 luglio. E proprio durante l’estate, con l’ufficializzazione da parte della federazione il 25 giugno, è arrivata anche la buona notizia dell’assegnazione dei prossimi Mondiali Under 20 all’Italia, che si giocheranno nel mese di giugno del 2020. L’Italia aveva già ospitato la manifestazione in due precedenti edizioni, nel 2011 e nel 2015.
Nel ranking mondiale delle nazionali maschili di World Rugby, l’Italia occupa attualmente il 14° posto. Nella Top 5 troviamo: la Nuova Zelanda al 1° posto, il Galles al 2°, l’Irlanda al 3°, l’Inghilterra al 4° e il Sudafrica al 5°. Per fotografare la situazione del rugby in Italia, disponiamo delle statistiche del CONI pubblicate nel dicembre 2018, e riferite all’anno 2017. La FIR conta 82.432 atleti tesserati e 802 società sportive. Prendendo come pietra di paragone il calcio, che è naturalmente al primo posto della classifica, la Federcalcio (FIGC) conta invece 1.056.824 atleti tesserati e 12.795 società sportive. A parte questo improponibile paragone, occorre segnalare il trend negativo dei tesserati del rugby, che nel 2017 sono stati il 5,8% in meno rispetto all’anno precedente. Se ne sono persi ben 5.000. Nel 2016 gli atleti tesserati FIR erano stati infatti 87.437.
Lo sport del rugby sarà presente anche alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, ma si tratterà in quel caso di “rugby sevens”, cioè della variante in cui le squadre sono composte da sette giocatori, a differenza del “rugby union”, quello dei Mondiali 2019, dove le squadre in campo sono composte da 15 giocatori. Il rugby era stato riammesso dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) fra le discipline olimpiche nell’ottobre del 2009. Il primo torneo olimpico di questo sport, dopo 92 anni di assenza, si è tenuto a Rio de Janeiro nel 2016. Prima di questa interruzione lunga quasi un secolo, il rugby presente ai Giochi Olimpici era stato invece il rugby union, con squadre a 15 giocatori.

 

TopSport – Settembre 2019
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