Aerofune

L’ebbrezza del volo libero. A 100 all’ora, Ma in sicurezza.
La montagna è anche questo. Fa paura, anzi diverte

 

Volare, una tra le aspirazioni umane più antiche, di cui troviamo testimonianze fin dai tempi dell’Antica Grecia. Dai mitologici malriusciti tentativi di Icaro, attraverso i più tecnici ma ancora primordiali tentativi di Leonardo da Vinci, passando da mongolfiere e coraggiosissime trasvolate oceaniche in solitaria siamo arrivati ai tempi odierni, in cui lo spostamento via aria fa notizia esclusivamente in caso di disastro. Spostarsi nel cielo su grossi aerei non significa più superare le leggi della fisica, eppure il desiderio di volare non si è ancora affievolito. Dovremmo forse dire che la massima aspirazione è quella di sfidare la gravità, mettendo alla prova il proprio coraggio: dal paracadutismo al parapendio, dal deltaplano al bungee jumping l’offerta di esperienze outdoor fuori dalla norma – e al limite della performance sportiva – cresce in abbinata alle più canoniche proposte sportivo-turistiche.
In realtà si tratta di una pratica che porta all’estremo il concetto di avventura outdoor; il fondamento di queste esperienze risiede nella contemporanea ricerca di modalità sempre più spinte – ma lecite – di divertimento. Come resistere dunque alla possibilità di volare tra due vallate appesi ad un cavo?
I ragazzi del Fly Emotion hanno provato questa esperienza inebriante realizzando il cosiddetto “volo dell’angelo” nei pressi del passo di San Marco che collega la Valtellina alla val Brembana.
Un cavo della lunghezza di oltre un chilometro teso tra due montagne che fanno da cornice ad una vallata sottostante di circa 360 metri avvicina moltissimo questa esperienza al vero concetto di volo libero. Qui è infatti possibile lanciarsi nel vuoto ad una velocità di oltre 90 km/h sorvolando la vallata e godendo di uno splendido panorama.
Giunti sul posto, a circa 15 minuti da Morbegno, mentre vengono imbragati gli atleti assistono ad una breve e semplice spiegazione della posizione da assumere durante la tratta. Una volta pronti raggiungono la prima postazione, dove, dopo esser stati assicurati al cavo sono pronti a lanciarsi in questa esperienza elettrizzante. La prima tratta, più lunga ma meno pendente della successiva, permette di adattarsi più agevolmente alla sensazione di essere completamente sospesi nel vuoto. All’arrivo si viene fermati progressivamente da un sistema di magneti, il che rende la decelerazione accettabile.
Con l’ausilio di una navetta si caricano le carrucole e si viene trasportati alla seconda postazione (caratterizzata da un dislivello maggiore) per affrontare questo secondo lancio ancor più adrenalinico del precedente.
Terminato ciò si ritorna al punto di partenza, dove si abbandona la carrucola e si depositano le imbragature e i caschi affinché questi ultimi vengano disinfettati.
Questo splendido percorso può essere svolto anche in coppia e durante tutto l’arco dell’anno, l’unico impedimento può essere il vento qualora dovesse essere troppo forte. Chi ha sperimentato questa incredibile esperienza sostiene che il brivido di eccitazione provato durante il lancio continua ad accompagnarlo anche nei giorni successivi, e di tanto in tanto le immagini di quell’avventura gli scorrono magicamente davanti agli occhi. Se solo Icaro potesse saperlo…

 

 

TopSport – Settembre 2018
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