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La ciclabilità, soprattutto elettrica, sta generando una categoria a sé nel Retail. Un mercato dalle cifre di crescita esponenziali, sia in fatturato che in unità. Che può ancora crescere

Mentre cresce la consapevolezza della popolazione italiana sui benefici della pratica sportiva, sul ciclismo e la mountain bike vengono condotte ricerche sempre più dettagliate. In Italia ci sono quasi due milioni di ciclisti regolari. Si tratta di un movimento che sta passando dall’interpretazione agonistica della bici a quella turistica: come già in molte regioni europee la mountain bike (e la sua evoluzione in E-bike) stanno diventando una nuova forma di vacanza. E la domanda crescente delle e-bikes sta di fatto creando una categoria a sé nel retail, generando un mercato dalle cifre di crescita esponenziali, sia in termini di fatturato che di unità.
Nel ranking delle discipline con il maggior numero di appassionati, il ciclismo occupa il settimo posto con 5.482.000 di appassionati, pari al 10,4% di chi si è dichiarato interessato allo sport. Di questi, il 18,4% pratica regolarmente e con continuità il ciclismo anche più volte alla settimana, facendolo rientrare nella top 5 delle discipline più praticate con l’8,2% dei 23.600.000 milioni di italiani che “esercitano” sport con continuità.
Il mondo del ciclismo ha ancora una forte matrice maschile (con l’82% di uomini) e un territorio di riferimento nel nord Italia con il 61% di tutti i praticanti, anche se vi è una quota rilevante al sud, isole comprese, con il 30% di affezionati ciclisti. Colpisce il fatto che l’85% dei ciclisti si collochi nella fascia di reddito medio-alta, a dimostrazione di come la bicicletta sia diventata oggetto di culto anche nelle classi più abbienti. D’altronde, la crescita del settore del ciclo è fortemente rivitalizzata dall’integrazione digitale, ormai una pratica quotidiana e trasversale, senza distinzione di età e fascia sociale. Come già nel running, altro settore in massiccio sviluppo, per il ciclista è abitudine ormai consolidata misurare e sincronizzare il proprio allenamento e la propria performance attraverso i devices digitali. Come ben insegna la popolarità delle due ruote nelle città danesi, dove le piste ciclabili sono ormai più battute delle strade urbane (vd. box) e si rende indispensabile una regolamentazione specifica, aiutata dalla connettività e dal monitoraggio in rete del traffico urbano.

Nel disegnare il profilo del ciclista emerge il duplice orientamento tanto verso il benessere fisico quanto verso la competizione; è soprattutto la mountain bike a imporsi nel suo utilizzo a carattere diportistico: secondo dati Eurac Research riferiti a destinazioni turistiche nell’arco alpino, i praticanti di mountain bike sono 18,7 milioni contro i 15,7 milioni che scelgono la bici da strada.
E per una visione più completa del mercato della bicicletta, non si può prescindere dal fenomeno emergente delle bici elettriche che se da noi si sta consolidando, in Germania ha visto la vendita di 605.000 unità nel 2016, pari a un incremento del 13% rispetto all’anno prima, conquistando il 15% come quota di mercato fra tutte le bici.
Risultati decisamente interessanti sono emersi dallo studio condotto da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), che ha recentemente pubblicato una serie di dati relativi all’andamento del mercato delle biciclette nel 2016. L’Italia mostra una tendenza analoga agli altri Paesi europei, facendo registrare una contrazione del 2,6 % nelle vendite di biciclette rispetto al 2015 ma, al tempo stesso, una forte crescita nella vendita delle e-Bike. Quest’anno, infatti, ne sono state vendute 124.400, il 121,3 % in più rispetto al 2015.
La forte crescita del mercato delle bici elettriche ha avuto un effetto positivo sulle vendite totali, che hanno registrato un incremento dell’1,6% rispetto all’anno precedente. In grado di proporre una nuova forma di attività “assistita”, le e-Bike si sono imposte come leader del mercato in termini di vendite, a conferma che lo scenario sta cambiando e si sta dirigendo verso nuove modalità di utilizzo.
Un’ulteriore analisi condotta su un campione significativo di partecipanti alla Hero Südtirol Dolomites, la gara di mountain bike più dura al mondo che si svolge intorno al gruppo del Sella tenutasi lo scorso 17 giugno con ben 4.000 partecipanti, sottolinea come questo genere di appassionati siano degli sportivi trasversali, perché molti di loro praticano anche altre discipline: oltre al 54,7% che usa la bici da strada vi è un 31,5% che ama gli sport invernali e il 24,9% è solito praticare running. Per molti di loro partecipare a questo genere di eventi sportivi rappresenta anche l’occasione di una esperienza da vivere in compagnia per più giorni: il 61,3% partecipa con almeno un accompagnatore, che può essere un parente o un amico.

Nel Belpaese, le presenze di cicloturisti sono stagionali: per il 60% stranieri in estate; per il 60% italiani in primavera e autunno, spiega una ricerca dell’Enit. Cifre che segnano un record nelle regioni appenniniche e alpine: soltanto in Trentino, il 42% degli ospiti abituali è interessato ad una vacanza in bicicletta e pesa sul bilancio locale per un indotto pari a 110 milioni di euro, grazie anche alle politiche di sviluppo promosse dalla provincia, che hanno portato a realizzare 407 chilometri di piste ciclabili, 5 circuiti di mountain bike e 11 percorsi ciclopedonali sui quali, nel 2016, si sono registrati circa due milioni di passaggi. Una ricerca dell’Università Bocconi per gli organizzatori del Giro d’Italia rileva che l’impatto della carovana rosa sul turismo è altissimo: porta in totale oltre 26mila pernottamenti. Degli introiti generati, il 42% viene dagli spettatori che lo seguono in giornata, il 34% dalle spese degli addetti ai lavori, il 24% da spettatori che soggiornano nei luoghi toccati dal Giro. Ma il Giro d’Italia è anche uno stimolo al rispetto dell’ambiente, all’aumento della mobilità sostenibile e una fonte di apprendimento che migliora la capacità organizzativa (54% dei residenti) coinvolgendo le giovani risorse del luogo (74%).
Le aziende di turismo sfruttano gli eventi sportivi ormai da anni per realizzare il miglior ritorno d’immagine. La più organizzata sembra l’azienda di promozione turistica del Trentino, che per il periodo 23-26 maggio (tappe 17, 18 e 19) propone sempre più spesso speciali pacchetti turistici riservati agli ospiti che vogliano seguire le competizioni sportive.
Quella di associare il Trentino allo sport e alla vacanza attiva si è rivelata una scelta vincente ed è una tradizione che proseguirà anche in futuro — conferma l’APT Val di Sole. I grandi eventi sportivi rappresentano una vetrina prestigiosa per il territorio e ne esaltano le eccellenze culturali, ambientali, naturalistiche, enogastronomiche. Il Trentino investe molte risorse nelle proposte legate alle due ruote: una vera e propria “Bikeland”, la bike area più grande d’Italia, che dalle Dolomiti di Brenta Patrimonio Unesco, e dai ghiacciai dell’Adamello e della Presanella, giunge al Lago di Garda. Attraversa cinque territori del Trentino: dal Tonale e Pejo alla Val di Sole, dalla conosciuta Madonna di Campiglio a Tione e Comano Terme fino a Riva del Garda. E ha numeri da capogiro: oltre 80 km di estensione territoriale, 4000 metri di dislivello in discesa, 40 tour cross country e marathon, 1000 km per la mountain bike, 3 piste ciclabili per oltre 100 km, 3 Grandi Salite teatro del Giro d’Italia e un bike pass unico su tutta l’area.

Secondo Legambiente, che ha recentemente presentato il primo rapporto sull’economia della bicicletta, gli spostamenti in bici generano in Italia un fatturato di oltre sei miliardi di euro all’anno. Per non parlare delle ricadute economiche indirette, più difficili da misurare, come i benefici sulla salute (e quindi diminuzione potenziale di spesa pubblica nel Wellfare) e il miglioraento della qualità dell’aria e contenimento del rumore. E molto di più può essere fatto. Secondo l’associazione, infatti, nel nostro Paese la ciclabilità è ancora ad un livello “adolescenziale”, eppure già così è capace di produrre effetti importanti. Tra produzione, vendita e riparazioni gira ogni anno in Italia oltre un miliardo di euro. Il numero di pezzi venduti è sostanzialmente stabile, con una decisa tendenza di crescita della pedalata assistita che costando di più incide positivamente sul giro d’affari. Consentendo di arruolare alla pedalata chi preferisce non faticare troppo — per via dell’età oppure per evitare di arrivare sudati in ufficio — la bici elettrica ha aperto un mercato che prima non c’era, come tutti i prodotti innovativi. Insieme al cicloturismo sono le due branche di mercato più dinamiche, con straordinarie potenzialità di sviluppo legate però al miglioramento delle necessarie infrastrutture. Il cicloturismo ha il grande pregio di traghettare i viaggiatori fuori dall’asse Roma-Firenze-Venezia portando i turisti in zone più aperte e naturali, alla scoperta di un’altra Italia. Non solo produce ricchezza, ma la distribuisce meglio sul territorio.

TopSport – Settembre 2017
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