3 Zanatta

L’avventura calzaturiera e imprenditoriale degli Zanatta è praticamente nata da un incidente: il nonno di Giancarlo, di famiglia contadina, non potendo più contare su una corretta deambulazione fu costretto a ripiegare sul mestiere di calzolaio (considerata attività “sedentaria”, al pari di quella sartoriale). Un cambio decisivo di prospettiva destinato a segnare le generazioni seguenti. “Io faccio scarpe, i miei figli fanno scarpe. E la mia speranza è che anche i miei nipoti, un giorno, facciano scarpe”, scrive serenamente – e certo con orgoglio – Giancarlo Zanatta all’inizio del suo diario. Una autodefinizione però indubbiamente riduttiva per il creatore di uno dei più grandi gruppi industriali dello sportsystem mondiale, che conta marchi come Tecnica, Nordica, Moon Boot, Rollerblade, Lowa e Blizzard.

Il fondatore e proprietario di Tecnica Group, che ha festeggiato l’anno scorso 80 anni, ha ceduto ad una richiesta che gli veniva fatta da tempo: raccontare la storia della sua vita e avventura imprenditoriale, rinunciando al riserbo che contraddistingue la sua cultura. Da “non scrittore” ha cominciato a scrivere di getto degli appunti (rigorosamente a mano), durante il viaggio per festeggiare i 50 anni di matrimonio. E ancora una volta, proprio durante un viaggio, ha creato. La sua è una vicenda che merita di essere tramandata, perchè non è solo la storia di un uomo e di una famiglia, ma di un mondo intero che stava cambiando, di una produzione artigianale che diventava grande industria, di una società che scopriva lo sci e lo sport come passatempo di massa.
Giancarlo cresce in bottega dove impara le basi del mestiere. Il primo incarico – a soli sei anni – è quello di raddrizzare i chiodi per riutilizzarli, battendoli sui sassi recuperati dal greto del fiume Piave. E anche se i genitori lo sognano impiegato in banca, lui nelle scarpe vede il suo futuro, senza subire il destino. Impara non solo in bottega, ma da altri esperti del territorio: prima va a lezione da un artigiano la domenica mattina, in seguito frequenta la scuola di modellismo tecnico calzaturiero a Milano. Per un certo periodo taglia anche anfidi militari a quella stessa Nordica che avrebbe acquistato dopo quasi mezzo secolo.
La storia di Zanatta è segnata da una continua ricerca, dalla costante voglia di provare nuove strade (“Per fare qualcosa che semplicemente nel tuo settore non esiste, devi guardare altrove”).  Deciso precursore dei tempi, viaggia molto. Ed è proprio durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti nel 1967 che gli fa intuire il futuro degli scarponi da sci. A Denver è stato inventato uno scarpone in sola plastica, lui comprende che per avere successo oltre alla leggerezza deve essere anche comodo; da qui l’idea geniale del doppio materiale affidandosi ad un esperto statunitense di polimeri ed a un’azienda piemontese nel settore automobilistico. Intuizione tutta americana anche due anni dopo, per uno dei più duraturi successi commerciali del Gruppo (nonchè uno dei più imitati), il celeberrimo Moon Boot.
In Giancarlo Zanatta non c’è solo la voglia di fare bene, c’è il DNA dell’imprenditore, la necessità costante di creare qualcosa in più nella consapevolezza che restare fermi non basta. Anche per questo è determinatissimo nell’affermare che le azioni societarie si tramandano in famiglia, ma i ruoli operativi si devono conquistare. Infatti, con rigore e lucidità ha recentemente passato il testimone in chiave manageriale.
Giancarlo Zanatta ha conservato in tutti questi anni moltissimo materiale a casa, fino a riempirne un’intera camera. Sorride enigmaticamente alla domanda di cosa se ne potrebbe fare. Sospettiamo abbia già una precisa idea a riguardo…

Il “DIARIO DEL FARE” è in vendita online sullo store di Tecnica Group, con l’intento di devolvere interamente il ricavato all’Associazione italiana per la Ricerca sul Cancro. Suddiviso in quattro capitoli, il volume attraversa l’evoluzione del mercato sportivo italiano e mondiale, raccontando le esperienze e il coraggio di una mente lungimirante. Dai primi viaggi tra Giappone, Norvegia e Svezia  alle collaborazioni con i nomi della moda, come Pierre Cardin e Jean Charles de Castelbajac. E ancora: l’uso di materiali innovativi e la necessità di destagionalizzare per avere maggior equilibrio. Racconta la fase delle acquisizioni e delle collaborazioni con grandi marchi che hanno attraversato la galassia del gruppo (Marker, Völkl, Dolomite, Nitro, Lotto), senza tralasciare i periodi difficili e sottolineando quelli di espansione, il passaggio generazionale e l’apertura ai manager non famigliari. La storia di Giancarlo Zanatta è la storia dello sviluppo dello sport, e dello sci in partcolare, così come lo conosciamo oggi.

 

 

TopSport – Marzo 2019
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