Europa

I cittadini europei fanno sempre meno attività fisica. Gli italiani sono ultimi, fra i 28 paesi ue, nella pratica sportiva regolare. I principali motivi che spingono a fare sport, e i principali ostacoli

In occasione dell’ultimo Forum Europeo sullo Sport, che si è svolto a Sofia il 22 e 23 marzo scorsi, il commissario europeo per l’educazione, la cultura, le politiche giovanili e lo sport, Tibor Navracsics, ha presentato i dati salienti del nuovo Eurobarometro sull’attività fisica in Europa. Il precedente risaliva al 2014, su dati del 2013. La percentuale di cittadini europei che afferma di non praticare alcuna attività fisica è cresciuta dal 42% della precedente rilevazione al 46%. Quasi la metà dei cittadini europei ammette dunque di non fare mai alcuna attività fisica, e il verbo “ammettere” non è usato per caso. È probabile, infatti, che ove dovessero esserci stati mentitori nel corso del sondaggio, ve ne siano stati di più fra i virtuosi, cioè fra coloro che hanno invece vantato di fare sport. La percentuale del 46% di inattivi rappresenta la media europea e come tale ingloba differenze significative fra uno stato e l’altro. In sei dei 28 Paesi UE è la percentuale di cittadini attivi ad essere aumentata. Di questi purtroppo non fa parte l’Italia: si tratta di Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Cipro, Bulgaria e Malta.
Il più recente Eurobarometro sull’attività fisica, di cui andiamo di seguito a riassumere alcuni dei risultati principali, è stato condotto da Kantar TNS per conto della Commissione Europea nei 28 Stati Membri dell’UE fra il 2 e l’11 dicembre 2017. Il sondaggio ha coinvolto 28.031 persone di età ed estrazione sociale diverse, che sono state intervistate con la metodologia del faccia a faccia, a casa e nella loro lingua madre. In ognuno dei 28 Paesi coinvolti sono state uniformemente applicate le stesse tecniche di sondaggio. Sul tema della pratica dell’attività fisica in Europa erano stati precedentemente condotti tre analoghi studi, rispettivamente nel 2002, 2009 e 2013.
Frequenza con cui si pratica un’attività sportiva o esercizio fisico. La domanda che è stata posta agli intervistati si riferiva a qualsiasi forma di attività fisica svolta con finalità che potremmo definire sportive, o di allenamento, anche se non necessariamente all’interno di strutture sportive – quindi l’allenamento in palestra vale quanto correre al parco.
Come si diceva in apertura, il 46% degli intervistati (+4% rispetto ai dati del 2013) ha affermato di non praticare mai alcun esercizio fisico o sportivo. Il 14% ha affermato di farlo raramente, cioè al massimo tre volte al mese. Il 40% degli intervistati pratica invece attività fisica con una certa regolarità, cioè da una a tre volte alla settimana. Di questi, il 7% ha affermato di fare attività fisica cinque o più volte alla settimana.
Vediamo ora qualche dato per Paese. In ben 11 Stati Membri dell’UE, la percentuale di cittadini che afferma di non praticare mai nessuna attività fisica supera la metà, e purtroppo fra questi c’è anche l’Italia, col 62% degli intervistati. Riescono a fare peggio di noi Bulgaria, Grecia e Portogallo, tutti e tre col 68%, e la Romania col 63%.
I Paesi più virtuosi sono invece, senza grandi sorprese, quelli del Nord Europa. In Finlandia, ad esempio, solo il 13% dei cittadini non pratica mai attività fisica. Quasi altrettanto virtuose sono la Svezia (15%) e la Danimarca (20%).
L’Italia è il Paese UE con il minor tasso di cittadini a praticare attività fisica o sportiva cinque o più volte alla settimana: soltanto l’1%, in calo dal già deludente 2% della rilevazione del 2013. Seguono Grecia e Bulgaria, entrambe col 2%. Finlandia (17%), Slovenia (15%), Svezia (14%) e Spagna (14%) sono invece i Paesi con le percentuali più alte di cittadini che praticano attività fisica o sportiva con la massima regolarità, cioè cinque o più volte alla settimana.

Sussistono notevoli differenze legate al genere, alla fascia d’età e al ceto socio professionale. Gli uomini risultano generalmente più propensi delle donne a dedicare del tempo all’attività fisica e sportiva. Il 44% degli uomini intervistati ha affermato di praticarla fra una e quattro volte alla settimana, rispetto al 36% delle donne.
A non fare mai alcuna attività fisica o sportiva sono il 40% degli uomini e il 52% delle donne. Il gap di genere è ancora maggiore fra i giovani. Nella fascia d’età fra i 15 e 24 anni, sono il 15% dei ragazzi ad affermare di non fare mai attività fisica, mentre le ragazze sono il 33%, cioè più del doppio.
Il livello culturale sembra essere correlato, in maniera inversamente proporzionale, alla frequenza con cui si pratica sport. Fra coloro che hanno terminato di studiare a 15 anni o prima di quell’età, ben il 73% ha affermato di non fare mai sport. La percentuale scende al 52% fra coloro che hanno studiato fino a 16-19 anni, e scende ulteriormente fra coloro che hanno studiato fino a 20 anni e oltre (31%).

Nell’insieme, i cittadini europei preferiscono fare attività fisica in ambienti non necessariamente concepiti per lo sport, quali parchi ed altri spazi all’aperto, anche se la percentuale di coloro che scelgono un centro sportivo è aumentata rispetto alla rilevazione del 2013. Il 40% degli intervistati ha affermato che parchi ed altri spazi all’aperto sono i luoghi prediletti per svolgere attività fisica. Alcuni Paesi superano di molto questa media europea. In Finlandia, ad esempio, sono il 67%.
Coloro i quali optano per centri sportivi appositi sono invece il 12%, una percentuale relativamente bassa ma in crescita del 4% rispetto al 2013.
I cittadini che fanno sport in casa sono invece scesi al 32%, il 4% in meno rispetto alla rilevazione del 2013.
Migliorare la propria salute e restare in forma sono, fra le motivazioni per fare sport, quelle più comunemente citate dai cittadini europei. L’elemento invece maggiormente indicato come ostacolo alla pratica sportiva è la mancanza di tempo.
Oltre la metà degli intervistati (54%) ha detto di praticare attività sportiva allo scopo di migliorare la propria salute. Questa percentuale è elevata ma rappresenta un calo dell’8% rispetto alla rilevazione del 2013.
Il dato più sensibilmente in crescita è invece l’interesse per il miglioramento della propria forma fisica o fitness, citato come motivazione principale dal 47% degli intervistati, in aumento del 7% rispetto alla rilevazione precedente.
Il 38% ha detto di fare sport per rilassarsi.  Per il 30% degli intervistati, la motivazione principale è divertirsi.
Lo spirito competitivo è sempre più diffuso. Il 28% ha infatti citato come motivazione il desiderio di migliorare la propria performance fisica, il 4% in più rispetto al 2013.
Fra gli ostacoli alla pratica sportiva, invece, il 40% degli intervistati ha citato come causa principale la mancanza di tempo. Il 20% ha detto di non essere interessato. Per il 14%, l’ostacolo principale è rappresentato da una malattia o da una condizione di disabilità.

Poco tempo per camminare, troppo tempo seduti. Se per un motivo o per l’altro non si può o non si vuole fare attività fisica in modo vigoroso e regolare, resta l’opzione soft ma assolutamente preziosa di camminare. I dati seguenti mostrano però come nemmeno in questo caso si tratti sempre di una scelta scontata.
È stato chiesto agli intervistati quante volte alla settimana camminassero per almeno 10 minuti consecutivi. Il 61% ha affermato di camminare per tranche di almeno 10 minuti consecutivi in almeno quattro giorni su sette. La percentuale può sembrare soddisfacente, ma sottolineiamo che si tratta soltanto di 10 minuti.
Il 15 % ha affermato di non camminare mai per 10 minuti consecutivi in tutto l’arco della settimana. Si tratta di quei cittadini che camminano, ad esempio, solo per scendere dalla macchina e salire in casa, o fra un autobus e l’altro – e nei casi peggiori nemmeno questo.
Colpisce il fatto che agli italiani non piace camminare. Il nostro Paese appartiene infatti al ristretto gruppo di Paesi europei in cui meno della metà degli intervistati ha detto di camminare per 10 minuti consecutivi o più nel corso di almeno quattro giorni su sette. Peggio dell’Italia (46% a pari merito col Belgio) ha fatto solo Cipro col 37%.
Aumentano, nel frattempo, le cifre relative alle forme più gravi di sedentarietà. La percentuale di coloro che trascorrono fra cinque ore e mezzo e otto ore e mezzo al giorno seduti è aumentata del 4% rispetto al 2013, arrivando al 29%. A rimanere seduti per più di otto ore e mezzo al giorno sono il 12%, l’1% in più del 2013. Il numero di coloro i quali trascorrono invece seduti un tempo inferiore a cinque ore e mezzo al giorno, cioè i meno sedentari, è diminuito del 4%.

 

 

 

 

 

TopSport – Luglio 2018
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