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In un mondo dove tutto evolve velocemente, non solo le competenze professionali e scolastiche richiedono costanti aggiornamenti. Anche uno sportivo, abituato quotidianamente ad allenarsi sul campo da gara dovrà imprare a farlo anche in ambito digitale.

Su 2,3 miliardi di utenti Facebook nel mondo, 700 milioni di persone seguono pagine di sport. Tra gli iscritti a Instagram, arrivati a quota 1 miliardo, una persona su tre è a caccia di contenuti esclusivi su squadre e sportivi. In piena evoluzione digitale, un atleta che punti a una carriera di successo deve dunque imparare a vincere non solo sul terreno di gioco, ma anche nell’arena dei social media, acquisendo le competenze digitali necessarie a comunicare attraverso i canali online. È l’obiettivo di NETwork, il percorso formativo promosso da Randstad, società leader al mondo nei servizi per le risorse umane, con il contributo di Facebook Italia. Il progetto è stato presentato il 14 febbraio a Milano con la partecipazione della campionessa di tuffi Francesca Dallapè e del pallavolista Matteo Piano, e mira ad accompagnare i campioni dello sport nell’acquisizione di competenze digitali per valorizzare in autonomia la loro immagine. Imparando anche a non commettere errori che in qualche caso – per gli atleti che hanno scelto il partner sbagliato o le aziende tradite dal loro “influencer” – può trasformare una sponsorizzazione in un incubo.

“La mia attività social è cresciuta di impegno negli ultimi due anni – ha riconosciuto la Dallapè – ma fortunatamente mi appassiona e diverte, consentendomi di esperimere concetti in cui credo, anche nella vita privata”. “Col tempo si acquisisce pratica e consapevolezza del nostro valore di atleti – ha aggiunto Piano – per trasmettere messaggi anche sociali, in cui però è importante credere davvero”. “La popolarità dei social aiuta tantissimo a promovere uno sport come il tuffo, altrimenti confinato ai soli momenti delle grandi competizioni internazionali”, ha sottolinato ancora Francesca Dallapé.
Il progetto prevede sei giornate di formazione in aula fra maggio e giugno con docenti, aziende e professionisti del marketing digitale; i candidati (si pensa per ora solo a sportivi in attività) apprenderanno come monitorare la propria presenza social, come diventare un influencer e accrescere il proprio valore di mercato nel mondo sportivo e delle sponsorizzazioni, gestire i propri account social in modo professionale, proteggere la propria identità digitale e porre le basi per un’eventuale carriera post-sportiva.
I contenuti delle giornate di formazione saranno curati da una rosa di professionisti del marketing e social media, che porteranno in aula l’esperienza maturata in importanti contesti aziendali e/o sportivi. “Oggi la partita di uno sportivo si gioca anche fuori dal campo, sulle reti social, dove può comunicare direttamente con la propria community di fan, promuovere i suoi successi, gestire eventuali momenti di crisi”, commenta Fabio Costantini, Chief Operation Officer di Randstad HR Solutions. Gli allievi impareranno a raccontare e a valorizzare la propria immagine online, supportando contemporaneamente gli sponsor, i club e le federazioni, che avranno a disposizione testimonial più visibili, preparati e allineati ai loro obiettivi di business. Oggi il fan si rivolge principalmente ai media digitali ed in particolare ai social network per cercare un contatto con i suoi idoli, alla ricerca di informazioni, intrattenimento, ispirazioni, insegnamenti. Diventa quindi parte della professionalità di un atleta saper usare questi canali di relazione in maniera seria e professionale, per poter valorizzare al meglio la propria identità e le qualità che tutti i giorni dimostra di avere sui terreni di gioco e di gara.
Lo sviluppo della comunicazione e interazione digitale è una specie di Xfactor (anche in senso spettacolare) al servizio del business sportivo, destinato se non a cambiarne le modalità della pratica, quanto meno e sicuramente quelle culturali e comunicazionali.

 

 

TopSport – Marzo 2019
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