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Il mercato italiano dell’articolo sportivo non è caduto per un attacco esterno, o per una drammatica crisi dei consumi; piuttosto, si sta auto esaurendo per insufficienza di risposte alle nuove esigenze dei consumi nate negli ultimi anni. In altre parole, una crisi “di sistema” determinata dalla sua inadeguatezza.

Perciò, basta parlare solo di crisi. Da questo numero TopSport dà voce ad alcuni protagonisti del mercato, per contrapporre la narrazione di un mercato vitale, ricco di iniziativa e di coraggio. Il posto ideale di chi sceglie ogni giorno di affrontare la questione della crescita economica, credendoci. Per dare risposte nuove bisogna andare alla radice delle idee, recuperando storia, autenticità, rigore tecnico e professionale. In fondo, sarebbe il fondamento per la tenuta dell’economia del prossimo futuro riuscire a dare risposte, anche diverse, alla stessa richiesta: quella di voltare pagina.

Colloqui con:

AlTomba_berto Tomba: “Da ex atleta, senza più lo stress della competizione agonistica, e l’ansia del risultato, la partnership con le aziende è molto più libera e creativa. Va oltre la ‘semplice’ sponsorizzazione”.

 

JakobJakob Oberrauch: “Il cambiamento deve esserci, lo chiede il mercato. Ma serve una base stabile, che tracci la direzione aziendale, consolidandola”.

 

GiulioGiulio Colombo Colombo: “Una impresa sportiva deve oggi più che mai dimostrare la sua natura innovativa, evolvendosi costantemente. Ma senza perdere la propria identità originale”.

 

Lorenzo BLorenzo Boglioneoglione: “Il mercato è sempre aperto e ricco di stimoli. Ma bisogna riuscire a stare al passo, con autenticità e credibilità di brand. E di prodotto”.

 

AnnSAMSUNG CAMERA PICTURESa Salice: “Non si devono frenare i consumi per ‘difetto’ di prodotto. E poi volersi persino convincere che non c’è mercato”.

 

FabFabioio Campagnolo: “Non è un mistero che i grandi network della distribuzione organizzata stiano investendo sulle proprie private label. Fuori dai pochi big brand globali dello sport, il rischio per tutti gli altri è rimanere schiacciati nel mezzo. Invisibili”.

 

GiusepBovope Bovo: “Lo sport è un fortissimo aggregante. Il negozio specializzato deve riuscire a usarne la potenza espressiva per presentare sempre prodotti innovativi”.

 

LLuca Michuca Mich: “La stretta sinergia tra azienda e punto vendita consente di fidelizzare il consumatore, trasferendogli informazioni ed esperienze, anche emozionali”.

 

Sig.Vincenzo ManciniVincenzo Mancini: “Tra i tanti luoghi comuni che riguardano il sistema sportivo italiano, c’è quello per cui la gestione tradizionalmente familiare ha cessato di costituire un ‘plus’ vincente. In realtà, il supporto umano ed emozionale rimane essenziale. Ma non può prescindere da una gestione solidamente e scientificamente redditizia”.

Per approfondire scarica il numero di Marzo 2015 di TopSport.

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